venerdì 14 marzo 2014

Gli argini ... del Basso Impero

Con cadenza biennale si ripete questa sequenza:
piogge, esondazione Sele, indignazione per la mancanza di manutenzione degli argini e la pulizia degli alvei, stanziamento del solito milione di euro da parte della Regione Campania.

 E' di ieri la notizia di un nuovo stanziamento da parte della Regione Campania di un milione e 200 mila euro per la messa in sicurezza degli argini. Ne danno notizia con grande enfasi l’Assessore alla Protezione civile e ai Lavori pubblici della Regione Campania Edoardo Cosenza e il presidente del Consorzio di Bonifica di Paestum Vincenzo Fraiese.

La stessa scena si era già ripetuta due anni fa, settembre 2012, alla presenza dei soliti Cosenza e Fraiese, all'epoca si aggiunse anche quella dell'allora consigliere regionale, oggi senatore della Repubblica, on. Eva Longo. Importo quasi identico anche allora: un milione e 1OO mila euro per il ripristino e il sovralzo delle arginature del Rio Ciorlito e del collettore Acque Salse.

Appuntamento alla prossima alluvione, più o meno tra due anni!

http://www.salernonotizie.it/2014/03/13/alluvione-bacino-del-sele-ass-cosenza-1-milione-e-200-mila-euro-per-rifare-argini/ 

http://www.stiletv.it/index.php/news/8718/Capaccio_Rio_Ciorlito:_un_milione_di_euro_per_la_messa_in_sicurezza_dalla_Regione#.UyLYfPl5Np4

martedì 18 maggio 2010

La fogna ... del Basso Impero

In un paese normale le fogne confluiscono in un depuratore, prima dell'immissione a mare. Nel Basso Impero ... NOOOO!!!!

Sembra che la rottura della strada sia stata intenzionale per evitare che il tombino saltasse a causa della fognatura ostruita. Sono due mesi che gli abitanti del luogo denunciano quest'emergenza, ma l'amministrazione comunale non ci sente!

Certo, ricordando l' "intervento" di due anni fa giù al mare ... la cosa non mi meraviglierebbe!

Le acque reflue scorrono, attraverso la canaletta, a valle passando per la madonnina della rotonda del Chiorbo per poi immettersi nel canale che si immette in Capodifiume a Ponte Marmoreo, prima di sfociare a mare a Licinella. Complimenti, anche quest'anno il mare di Paestum ha conquistato la bandiera ... marrone!

martedì 2 febbraio 2010

Mister RUSPA ... torna in azione!



Dopo il "servizio" fatto giù a mare l'estate del 2008, il nostro super ... RUSPISTA torna al lavoro ... e azzecca un'altra magra figura!

martedì 26 gennaio 2010

Il nucleare ... del Basso Impero.

Recentemente, per animare il dibattito politico in vista delle prossime elezioni regionali è stata rispolverata una mappa del CNEN del 1979 e sono stai segnalati avvistamenti di ... U.F.O.? no ... di fantomatici tecnici ENEL e del governo che facevano sopralluoghi a Foce Sele per valutarne la possibilità di metterci una centrale nucleare.
Questi bontemponi dell'informazione, hanno però trascurato due fattori importanti, ma che è bene non rilevare ai lettori del Basso Impero!
La prima, appunto che si tratta di una mappa del 1979 e quindi superata per tutti i terremoti che si sono succeduti e per le esondazioni del Sele, verificatesi negli ultimi 30 anni.
La seconda è che una mappa, diffusa dall'ANSA, ma smentita dal governo, c'è già! E non prevede nulla a Foce Sele. Mappa che è stata VOLUTAMENTE ignorata per creare il caso, Foce Sele.

Colgo l'occasione di questa bufala giornalistica, per fare qualche riflessione sul nucleare.

L'amico Giovanni Monzo si auspica un futuro con fonti d'energia pulite e a rischio zero! Cosa che ci auguriamo tutti. Purtroppo fonti a rischio zero, non esistono!

Anche le più pulite, l'idroelettrico e l'eolico, hanno dei rischi. Per la prima la possibile rottura della diga che l'alimenta, per il secondo un impatto paesaggistico e, a detta di alcuni ornitologi, influenze nefaste sui flussi migratori di alcune specie di uccelli. Premesso questo, a mio avviso, restano le due fonti di energia migliori in assoluto.

Purtroppo, la prima è sfruttata quasi completamente, la seconda ha costi di installazione e manutenzione notevoli. Inoltre non può garantire una produzione costante.

La verità è che il nucleare non si pone in concorrenza con le "fonti rinnovabili" di cui continua lo sviluppo, ma ci dovrebbe sottrarre, in parte, da quella dipendenza dai combustibili fossili (petrolio, carbone e gas) che oggi rappresentano l' 84% della nostra produzione di energia elettrica. Non credo, e lo ha ammesso anche il governo, che si possa superare entro i prossimi 20 anni il 20% del nostro fabbisogno energetico con il nucleare.

Teniamo presente che il nucleare rappresenta il 35% della produzione di energia elettrica in Germania, il 60% in Svezia, fino al 78% della Francia (caso limite giustificato solo perché vende la corrente all'Italia).

Recentemente il governo britannico ha annunciato la costruzione di nuove centrali nucleari, ritenute uno strumento chiave per affrontare la lotta contro i cambiamenti climatici, attraverso l'utilizzo di una fonte 'pulita' quale l'energia atomica. L'Italia, purtroppo, non ha scelta, deve ritornare al nucleare se vuole rientrare nei parametri fissati dal protocollo di Kyoto. Se guardiamo la mappa delle centrali nucleari in Europa



come possiamo vedere, siamo circondati e nessun altro paese si è fatto lo scrupolo che si è fatta l'Italia nell'impiego dell'atomo a scopi pacifici!

Ma da dove nasce questo scrupolo? Io ritengo che i nostri politici abbiano lavorato molto bene nel 1986, con una campagna di terrore e di disinformazione che ci ha condotti al risultato scontato del referendum del 1987.

Con quale fine? Aumentare la dipendenza italiana da quelle che erano allora le lobby amiche dei nostri politici. Craxi aveva tutto l'interesse a spingere il petrolio dei suoi amici arabi e il gas nordafricano.

La DC il petrolio delle sette sorelle, il PCI il petrolio e il gas dell'URSS.

Conveniva a tutti ... tranne che agli italiani!

Aggiungeteci che all'epoca l'informazione la facevano solo la RAI e i quotidiani (non c'era internet e non c'erano i TG privati) e capirete come è stato semplice far passare il nucleare come il male assoluto. Convinzione che è ormai radicata quasi quanto la fede cattolica.

Spero che questo intervento vi incuriosisca e vi spinga ad andare oltre gli slogan stereotipati "NO AL NUCLEARE!" per cercare di capire come funziona una centrale nucleare, quante scorie produce, quanto uranio consuma e come vivono i milioni di europei che ci vivono a contatto.

giovedì 17 dicembre 2009

L'impianto di compostaggio ... del Basso Impero

Nel Basso Impero, anche un impianto di compostaggio inadeguato, collocato nel posto sbagliato può essere visto come fiore all'occhiello!

Ma facciamo un pò di luce su questa oscura vicenda.

Il 30 ottobre 2008 la Giunta Comunale approva, con molta discrezione, la delibera di Giunta Comunale n. 322 che prevede “IL PROGETTO PRELIMINARE DI REALIZZAZIONE DI UNA CENTRALE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA (IMPIANTO DI TRATTAMENTO INTEGRATO F.O.R.S.U. – DIGESTIONE ANAEROBICA – COMPOSTAGGIO) IN LOCALITÀ VAROLATO PER UN IMPORTO COMPLESSIVO DI 7 MILIONI DI EURO, CA. 4 MILIONI PER LAVORI E CA. 3 MILIONI PER SOMME A DISPOSIZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE.”

Quando la storia viene fuori, il sindaco Marino, forse perché sotto elezioni (ricordiamo era candidato alle provinciali), rispose in consiglio comunale che con una delibera di G. C. la n. 129 del 27/04/2009 si era già deciso che Varolato rimarrà sede esclusivamente di isola ecologica. La richiesta di fondi per l’impianto di biogas di compostaggio, serviva solo a poter completare l’isola ecologica.
Parlò di ASTUZIA, ARTEFIZIO, messo in atto dall’amministrazione per accedere a finanziamenti regionali, artefizio venuto meno perché i finanziamenti non erano giunti e, quindi, non si sarebbe fatto nessun impianto.

Passate le elezioni provinciali, (passata la festa gabbato lo santo!) la delibera non è stata ritirata e, anzi, nel consiglio comunale del 29 settembre 2009, il sindaco replica leggendo la relazione del Responsabile dei LL.PP. che evidenzia come si è prossimi ad ottenere il finanziamento (giustamente a marzo si vota per la Regione), che rende inopportuno allo stato revocare la delibera!
In pratica, si rimangia, quanto detto appena 5 mesi prima con tanta enfasi!

Ma in cosa consiste un impianto di PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA - IMPIANTO DI TRATTAMENTO INTEGRATO F.O.R.S.U. – DIGESTIONE ANAEROBICA – COMPOSTAGGIO?
Per vederne uno non c’è bisogno di andare lontano!
Qualche giorno fa l’amministrazione comunale ha organizzato una gita “scolastica” all’impianto di Laterza (TA). Bene, l’impianto di Laterza è un impianto di compostaggio dinamico-areato con finalità di produzione di fertilizzante ad uso agronomico (cosiddetto compost di qualità) e quindi non ha nulla a che vedere con la tipologia indicata nella delibera di Giunta.
Un impianto simile a quello che si vorrebbe costruire a Varolato, invece, lo troviamo a una decina di km da qui, nella zona industriale di Giungano, Cicerale.
Si tratta proprio di un impianto di produzione di energia elettrica a biomasse. Biomasse costituite essenzialmente da trinciato di mais, scarti dell’ortofrutta e dell’agricoltura, con una frazione di liquami provenienti dalle aziende zootecniche utilizzato sostanzialmente come attivatore del processo di digestione anaerobica.
La biomassa viene stoccata in vasche provvisorie per poi essere avviato alla camera di digestione anaerobica, dove dei particolari microrganismi, in assenza di ossigeno, avviano un processo di decomposizione che porta alla stabilizzazione della sostanza organica (ossia la perdita di fermenscibilità), l’igienizzazione della massa e la riduzione della massa e dei volumi della biomassa.
E’ in questa fase che si sviluppa biogas, il 50% del quale è metano che viene utilizzato in un impianto di cogenerazione, ovvero un motore a combustione interna che muove un alternatore producendo energia elettrica da immettere in rete e contemporaneamente calore da utilizzare in parte per i processi interni di lavorazione in parte per essere ceduta all’esterno (per processi industriali o teleriscaldamento).
Una volta completato il processo di digestione anaerobica la biomassa stabilizzata viene tolta e se le qualità lo consentono diventa compost (fertilizzante), se invece la biomassa di partenza non è pura si otterrà un DIGESTATO che può essere indirizzato a discarica o a applicazioni controllate paesistico-ambientali (riempimenti).

Le Linee Guida per la progettazione, la costruzione e la gestione degli impianti di compostaggio e stabilizzazione elaborate dal Commissariato Rifiuti e dalla Regione Campania prevedono la realizzazione di una dotazione impiantistica focalizzata in particolare su impianti di compostaggio del tipo dinamico–areato (più adatti al trattamento degli scarti alimentari da raccolta differenziata) affiancati da un numero più limitato di impianti di digestione anaerobica (destinati al trattamento della sostanza organica da vagliatura di rifiuto indifferenziato).
Si può ipotizzare una taglia media degli impianti di compostaggio attorno alle 30.000 tonnellate annue, con un costo stimabile nella misura di circa 8.000.000 di Euro ad impianto e una superficie occupata di circa 40.000 mq da localizzarsi prevalentemente in contesti agricoli (al fine di limitare l’impatto delle emissioni odorifere nelle zone residenziali e di consentire la più facile commercializzazione del compost prodotto) ed invece una taglia media degli impianti di digestione anaerobica di circa 20.000 tonnellate, un costo stimabile in attorno ai 10 milioni di Euro e una superficie occupata di circa 30.000 mq. da localizzarsi prevalentemente nelle aree di sviluppo industriale. In base tali ipotesi dimensionali, e considerata la necessità, per ottenere un compost di qualità, di aggiungere alla miscela da compostare almeno un 25-30% circa di scarto ligno-cellulosico (scarti della manutenzione del verde e della lavorazione del legno, carta e cartone), si potrebbe pensare di dimensionare, a regime, la dotazione impiantistica necessaria per la regione Campania secondo la seguente tabella:
Provincia di Napoli n. 10 impianti di compostaggio
Provincia di Caserta n. 2 impianti di compostaggio
Provincia di Salerno n. 4 impianti di compostaggio
Provincia di Benevento n. 2 impianti di compostaggio
Provincia di Avellino n. 2 impianti di compostaggio

Detto questo, alcune considerazioni sono d’obbligo:
1. perché l’amministrazione si è orientata verso un impianto di compostaggio a digestione anaerobica, quando le linee guida suggeriscono per le zone agricole un impianto di tipo dinamico-areato, come quello di Laterza?
2. perché a Varolato? perché non farlo in aree più adatte come Cannito? Dove insiste una discarica, ancora da bonificare che ci costa 55mila euro all’anno! Invece di espropriare i terreni a Varolato, espropriamo quell’area e facciamoci l’impianto di compostaggio.
3. perché a Capaccio? Perché un Comune come il nostro, con risorse come l’agricoltura, la zootecnia, IL TURISMO, LA MOZZARELLA, I TEMPLI, deve farsi carico di un impianto di compostaggio?
Perché, sia ben chiaro, l’impianto non servirebbe solo il Comune di Capaccio che con le sue tremila tonnellate di F.O.R.S.U. annue, soddisferebbe solo per il 20% le esigenze di impianto del genere.
Senza contare che si metterebbe in “concorrenza” con quello già realizzato nella zona industriale di Cicerale e con quello in fase di realizzazione ad Altavilla Silentina destinato a trattare i liquami delle aziende bufaline e zootecniche della zona.

Ma forse il mare, i templi e la mozzarella non sono attrattori sufficienti per il nostro territorio, dobbiamo appuntarci all’occhiello un nuovo “fiore” … un fiore rumoroso che contribuisce al riscaldamento globale sia emettendo CO2 e NOx (dal motore a combustione interna) sia smaltendo nell’atmosfera il calore del motore (per una potenza pari alla potenza elettrica erogata) in quanto nella zona non ci sono “utilizzatori” della cogenerazione.

Gli stroboli del Basso Impero ... il mistero continua!

Alla fine, dopo un ulteriore rinvio, la "gara di asta pubblica per la vendita degli strobili da raccogliersi nelle aree demaniali del Comune di Capaccio" si è tenuta il giorno 26 ottobre 2010.

Come sarà andata? Un successone?

"al termine ultimo fissato risultava pervenuta la seguente domanda :
1. prot. n. 41307 del 15-10-2009 – ditta DI CRISCI Ornella di Capaccio"

... e basta!

Ma ALMENO sarà andata a buon fine?

Per niente!

"l’offerta inviata viene ritenuta incompleta stante la mancata
presentazione della cauzione provvisoria pari al 10% del prezzo di stima posto a base d’asta e ritenendola non meritevole di partecipazione alla gara stessa, avendo offerto la somma pari ad € 30000,00 (€ trentamila/00) compreso IVA, in diminuzione sul prezzo base pari ad €. 60000,00 (€ sessantamila/00) IVA esclusa, per due specifiche annualità, elementi determinanti l’irricevibilità della domanda prodotta.
La ditta DI CRISCI Ornella di Capaccio viene dichiarata esclusa della procedura di gara stessa.
Pertanto non potendosi in questa sede procedersi all’affidamento, si ci determinerà successivamente come previsto per legge."

Morale della favola
gli abusivi stiano tranquilli per un altro anno, le pigne non gliele toccherà nessuno!
i cittadini capaccesi si rassegnino a continuare ad avere la pineta sporca a meno di non mettere mano al portafoglio!
il Comune si ritrova dopo due anni e dopo due gare esperite con € 41040,16 (€ quarantunomilaquaranta/16) oltre IVA ... in meno!

Siamo veramente nel ... BASSO IMPERO!